La lettura del libro RETABLO di Vincenzo Consolo

E mentre aspetto che il demone si risvegli, vorrei scrivere infatti un romanzo sulla libreria ma l’ispirazione tarda ad arrivare, leggo.

Adesso sto leggendo un racconto dal sapore antico, sembra quasi un manoscritto ritrovato , il resoconto di viaggio di un viaggiatore umanista. Con un linguaggio arcaico e ricercato, probabilmente attento alle forme dialettali piu’ colte in uso all’epoca, il protagonista parte da Milano e va in Sicilia per vedere le antichitate, e le bellezze della civiltà greca. In un tempo sospeso che potrebbe riferirsi al XVIII secolo, il viaggiatore artista con carta, punte e calamaio (farà, poi, dei lapis con pallottole di briganti) disegna i templi e le scene che vede con occhio meravigliato.

La maraviglia, la maraviglia per tanta bellezza della natura, della terra e della cultura siciliana è la sua prima compagna di viaggio alla quale si aggiunge subito l’ingenuità del giovane Isidoro che diventerà presto suo fedele amico oltre che accompagnatore.

I due, poi, condivederanno la stessa sorte nelle avventure e lo stesso segreto nel cuore: amano donne appena sfiorate ma possedute audecemente nella memoria. Il primo, la nobile e raffinata donna Teresa destinataria dell’intero diario di viaggio, una donna che, saprà leggere questo suo racconto e saprà farne tesoro, forse, nei salotti milanesi oppure, forse piu’ probabilmente, diventerà per lei l’ennesimo noioso passatempo per ore d’ozio; l’altro, sospira per la bellissima fanciulla, che è stata la causa della sua nuova sorte, Rosalia, e che per un attimo sembra legata ad un altro altrettanto bizzarro destino quello del brigante Don Vito. Infatti non mancano i personaggi in questo racconto che poi sono sempre i personaggi di ogni viaggio.

E’ molto bello quando l’autore parla di viaggio nel viaggio, una miriade di esperienze e vite che soltanto in viandante puo’ conoscere e che giustificano la carovana di zingari e gitani di ogni tempo.

E poi c’è la Sicilia e poi c’è Selinunte, Segesta, le storie dei Fenici, gli Arabi e tutto il nostro passato. Sono tanti i personaggi incontrati che come in un Retablo (titolo del libro) una sorta di gioco dei gitani che alternado tavole dipinte raccontano storie fantastiche, come in un libro pop – up degli albori.

Il Retablo è un teatro ambulante, una scatola magica; mi permetto di dire: la memoria. Infatti esattamente nella memoria, la memoria di ognuno, le immagini si sovrappongono disordinate e ricreano quel teatro che è la vita.

Bello, bellissimo, mi è piaciuto molto invito alla lettura di Retablo di Vincenzo Consolo, edizione Sellerio Editrice Palermo, 2009. 9788838924071.

La prima edizione era del 1987.

Tra le tante pagine che potrei riportare scelgo quella dove don Fabrizio e Isidoro incontrano un originale ex viaggiatore, don Carmelo a pagina 117 . Aveva girato il mondo con l’arte sua dell’innesto e la potatura, si esattamente cosi’ innestatore e potatore dall’arancia di Sicilia al mondo intero , ma questo dice dei suoi primi aranci:

…e questo mi è piaciuto enormemente, mi ha commosso.

E poi in questo libro ho finalmente trovato la mia definizione: la definizione a commerciante, quando io come libraria ero commerciante, è esattemente per questo che amo questo mestiere:

Buona lettura!!!

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